Carsoli (AQ)

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Carsoli (AQ), il borgo medievale

Liberamente tratto da Wikipedia

Carsòli (Carsòi in dialetto marsicano) è un comune italiano di 5 299 abitanti della provincia dell’Aquila in Abruzzo. Fa parte del club dei Borghi Autentici d’Italia.

«Frigida Carseoli, nec olivis apta ferendis Terrae; sed ad segetes ingeniosus ager. (Ha Carsoli un terreno frigido, e poco acconcio il frutto a generar di olivo; ma per biade produr fecondo loco.»

(Ovidio descriveva Carsoli nei Fasti, libro IV, capitolo IV)

La cittadina è situata al confine dell’Abruzzo con il Lazio, sul settore settentrionale della piana del Cavaliere, tra i 600 m s.l.m. della parte nuova e i 650 m s.l.m. del borgo antico.

Attraversata dal fiume Turano che forma nel confinante territorio reatino l’omonimo lago artificiale e circondata dai monti Carseolani, Carsoli si articola in due zone: la parte moderna, sviluppata lungo la strada statale 5 Via Tiburtina Valeria e la parte più antica che sorge sul colle dove si trovano i resti dell’antico castello Orsini, chiamato castello di Sant’Angelo. Intorno al colle sorge la vecchia fortezza.

A ridosso del casello autostradale Carsoli-Oricola dell’autostrada A24 si sviluppa l’area artigianale, industriale e commerciale della piana del Cavaliere.

Carsoli dista circa 66 chilometri da Roma, 58 dall’Aquila e 47 da Avezzano[.

Una delle caratteristiche climatiche più interessanti del luogo, e che si verifica in tutte le stagioni, è la forte escursione termica diurna: in condizioni di cielo sereno, calma di vento ed elevata umidità relativa si arriva fino a 20 °C di variazione, complici la forte vegetazione e il verde preponderante che amplificano gli scambi termici ed igrometrici giornalieri, consentendo una forte e rapida evapotraspirazione.

La media pluviometrica annuale si attesta intorno ai 1100 mm ed è tra le più elevate della provincia dell’Aquila, grazie soprattutto all’apertura verso ovest della valle, che così beneficia al meglio delle correnti umide occidentali. Con aria fredda al suolo, in inverno, si raggiungono con facilità i -10 °C anche in centro paese. In generale il clima è fresco nelle stagioni intermedie, non eccessivamente freddo in inverno e non eccessivamente caldo in estate.

Con perturbazioni occidentali il luogo beneficia di abbondanti precipitazioni, mentre con afflusso di aria fredda da oriente, le giornate sono tipicamente serene, con bassa umidità relativa e vento anche forte di caduta dai monti posti alle spalle del paese, determinante un moderato riscaldamento dell’aria. La neve cade in quantità modesta, a causa della quota non elevatissima, e principalmente con perturbazioni di matrice occidentale.

Il toponimo “Carsioli” secondo alcuni storici attesterebbe delle origini orientali, più precisamente semitiche: originerebbe dall’ebraico con significato di “città della volpe” o “del lupo”; secondo altri studiosi deriverebbe dal latino “castrum solis” ovvero “fortezza assolata”.

Il legame dell’antico abitato pre-romano con la volpe è testimoniato anche da Ovidio, che nel libro IV dei “Fasti” (come riportato da Antinori nel I Volume dei suoi “Annali degli Abruzzi”) riferisce ad un leggendario episodio accaduto a Carsoli l’istituzione della corsa delle volpi nei Giochi Cereali che avevano luogo a Roma il 20 maggio di ogni anno.

L’antica Carsioli (o Carseoli) era situata sulla via Tiburtina Valeria a circa 63 km da Roma, 3 km ad ovest rispetto al contemporaneo centro urbano di Carsoli, in località Civita, dove sono stati rinvenuti numerosi resti dell’antica città. Carsioli fu sottomessa dai Romani alla fine del IV secolo a.C. e rappresentò, insieme ad Alba Fucens, un importante avamposto fortificato, in area equa, contro gli attacchi degli italici Marsi. All’inizio del II secolo d.C., con la divisione dell’Italia in 17 province e la riorganizzazione amministrativa voluta da Adriano, entrò a far parte della provincia dei Marsi nella Samnium regio.

La caduta dell’Impero Romano d’occidente porta Carsioli, con tutta l’area della Valeria, sotto il controllo dei Longobardi: le loro continue incursioni, anche qui, provocano devastazioni e distruzioni. Nonostante ciò ancora nel VII secolo, Paolo Diacono nell’opera Historia Langobardorum, parla di “Carseoli” come di una delle città principali della provincia Valeria, zona annessa al Ducato di Spoleto.

La successiva comparsa dei Franchi sul territorio italiano causò una forte riduzione dei possedimenti dei Longobardi; in particolare il ducato di Spoleto fu notevolmente ridimensionato. Si costituì così la Contea dei Marsi, tra la fine del IX e l’inizio del X secolo. Tra il X e l’XI secolo Carsioli venne indicata anche con il nome di “Sala”, per concessione fatta dalla allora potente abbazia di Subiaco.

Nel 993 quando il conte dei Marsi Rainaldo scelse di risiedere a Carsioli, con il figlio Berardo ed il fratello Gualtiero, donò al monastero sublacense notevoli territori carseolani fra cui la chiesa di Santa Maria in Cellis.

Molto probabilmente è al Conte dei Marsi che si deve un rafforzamento ed un più forte impulso alla costruzione del castello di S. Angelo, che domina il colle sopra l’attuale Carsoli. Il toponimo “Cellis”, rimasto solo alla chiesa di Santa Maria, nella forma di Celle Carsolarum o più semplicemente, Celle, è riportato dai documenti più antichi che riguardano l’aggregato urbano che si andava formando sulle pendici di Colle Sant’Angelo intorno al castello-recinto. Il colle più tardi avrebbe definitivamente preso il nome di Carsoli.

I successori di Berardo e Odorisio si spartiranno il territorio, abitando uno nel castello di Oricola, l’altro a Colli di Monte Bove, il terzo nel castello di Sant’Angelo alle Celle. Gradualmente molte terre verranno donate, dagli stessi conti, ai principali monasteri del centro-Italia, in particolare Farfa, Subiaco e Montecassino. I monaci si sostituiranno così ai legittimi feudatari, almeno fino all’epoca sveva, quando, sotto il Barbarossa, Celle venne assediata e di nuovo occupata militarmente. Nel XII secolo Carsoli, secondo una tradizione del luogo, ospitò San Francesco.

Verso la fine del secolo, il paese vide il passaggio di Corradino di Svevia e di Carlo I d’Angiò. A quest’ultimo sarebbe da attribuirsi, secondo alcuni studiosi, la costruzione della chiesa di Santa Vittoria che, però, secondo altri, sarebbe più antica.

Passata sotto la contea di Albe e Tagliacozzo, anche Carsoli divenne feudo prima degli Orsini e poi dei Colonna. Fu sede di baronia e rimase a loro soggetta fino al 1806, anno dell’abolizione dei feudi. La peste del 1656 decimò la popolazione residente a Carsoli che in pochi mesi passò da 1600 a 300 unità. La seconda metà del Seicento fu caratterizzata dal dispotismo di un “signore” del luogo, un tal Giovanni Festa, contro il quale nel 1686 scoppiò a Carsoli e nei centri limitrofi, una violenta sollevazione popolare.

Carsoli, situata alla frontiera del Regno delle Due Sicilie con lo Stato Pontificio, è stata inevitabilmente coinvolta in tutte le principali vicende politiche e sociali del Settecento e dell’Ottocento.

La cittadina, devastata durante la seconda guerra mondiale dai bombardamenti aerei degli alleati e segnata dalle rappresaglie naziste, a cominciare dagli anni Sessanta ha fatto registrare uno sviluppo urbanistico ed economico, agevolato grazie all’apertura dell’autostrada A24 e alla conseguente creazione del distretto industriale della piana del Cavaliere.

«Centro nodale delle vie di comunicazione del Centro Italia, durante l’ultimo conflitto mondiale, venne sottoposto a ripetuti e violenti bombardamenti che procurarono numerose vittime civili e la quasi totale distruzione del centro abitato. La popolazione offriva altresì un’ammirevole prova di generoso spirito di solidarietà, prodigandosi in soccorso dei feriti e nel recupero e composizione delle salme, nonché nell’accogliere gli sfollati. I sopravvissuti seppero affrontare, col ritorno alla pace, la difficile opera di ricostruzione materiale e spirituale del paese.

Chiesa di Santa Maria in Cellis

Chiesa di Santa Vittoria

Chiesa della Madonna del Carmine

Chiesa di Santa Maria in Cellis; antichissima chiesa fondata nel X secolo. Una nicchia esterna, posizionata al centro del campanile, conserva la supposta immagine di Carlo I d’Angiò.

Chiesa di Santa Vittoria.

Chiesa nuova della Madonna del Carmine.

Chiesa di Santa Maria della Presentazione (detta di Santa Martellecchia).

Chiesa di Sant’Angelo.

Chiesa di San Vincenzo di Saragozza (o della Madonna delle Rose), situata sull’antica via Valeria tra Carsoli e Colli di Monte Bove.

Chiese di San Nicola, Sant’Antonio, San Berardo, Santa Maria della Speranza e San Rocco e la grotta Sant’Angelo a Colli di Monte Bove.

Chiese di San Giovanni Battista e Sant’Atanasio a Montesabinese.

Chiesa parrocchiale e Madonna delle Grazie a Pietrasecca.

Convento di San Francesco e chiese di Santa Maria Assunta, San Pietro, San Rocco e Madonna delle Grazie a Poggio Cinolfo.

Chiesa di Santo Stefano a Tufo Alto.

Chiese della Madonna delle Grazie e di San Giuseppe a Tufo Basso e della Madonna del Carmine in località Villetta.

Chiese di San Nicola, San Martino e San Rocco a Villa Romana.

Castello di Colle Sant’Angelo

Castello di Sant’Angelo

Antica fortezza del castello angioino di Colle Sant’Angelo di Carsoli costruita, con ogni probabilità, intorno all’anno mille dai Conti dei Marsi. Nel XIV secolo passò prima sotto il dominio degli Orsini e poi fu dei Colonna. Posto in posizione strategica su tutta l’area della Piana del Cavaliere e del Turano e in comunicazione con il castello di Oricola, rappresenta bene il sistema difensivo attuato in zona dagli Angioini nel XIII secolo. Si possono ammirare i resti dell’antico castello nel cuore del borgo di Colle Sant’Angelo, la parte più antica di Carsoli.

Carsioli

Il sito dell’antica città di origine equa Carsioli (detta anche Carseoli) fu localizzato nel 1645 nella località di Civita di Oricola dal famoso cartografo Lukas Holstenius. Da allora nelle antiche mappe topografiche la città venne indicata nei pressi dell’odierna frazione di Civita di Oricola. La prima vera e propria ricognizione dell’area archeologica fu eseguita da due archeologi, il tedesco George J. Pfeyffer e il collega britannico Thomas Ashby nel 1901. Cinta muraria e ruderi sono presenti in posizione nord rispetto all’abitato di Civita. In direzione ovest, in località Muro Pertuso oltre il bosco di Sesera, sono visibili i resti di un acquedotto romano. Dopo la conquista romana avvenuta nel 298 a.C. Carsioli divenne, insieme ad Alba Fucens, un’importante colonia che qui contava circa 4000 uomini. Antichissime iscrizioni presenti in un miliare, un piedistallo, ed alcune epigrafi sono ancora visibili lungo le contrade che circondano l’antica via Valeria. Nell’area denominata Porta di Civita è emersa parte di un pavimento musivo con tessere bianche e nere.

Area degli scavi effettuati nel 1950 da Antonio Cederna e Lucos Cozza. Da diverse trincee di scavo sono tornati alla luce innumerevoli bronzetti, frammenti di teste, facce, gambe, piedi, mani e, tra gli altri rinvenimenti, decine e decine di monete, tra cui quella con Giano bifronte.

Aree naturali

Riserva naturale delle Grotte di Pietrasecca

Area naturale protetta dell’Abruzzo, istituita nel 1992. L’area carsica presenta la Grotta grande del Cervo e quella dell’Ovito dove sono stati scoperti, nel 2015, i cosiddetti “rami aquilani” grazie ad un lavoro di ricerca ed esplorativo che ha permesso di rilevare per la prima volta 200 metri di ulteriore profondità della grotta.

Bosco di Sesera

Sito di interesse comunitario situato tra i 570 e i 640 m s.l.m. La superficie del bosco è pari a circa 400 ettari e ricade per oltre il 90% nel territorio comunale di Oricola e per il resto in quello di Carsoli, segnando il confine con i comuni di Riofreddo, Vallinfreda e Vivaro Romano. Secondo una leggenda il luogo fu dimora del generale Sisara dal quale il bosco avrebbe acquisito il toponimo. La vegetazione del bosco consiste in sempreverdi come castagni, cerri, faggi, pioppi e querce.

Dialetti italiani mediani

Il dialetto di Carsoli e del suo territorio si inserisce nel gruppo carseolano (o sublacense) del dialetto sabino, che appartiene ai dialetti italiani mediani. È parlato attorno a Carsoli fra la Marsica e la valle dell’Aniene.

Il 23 agosto si svolge annualmente la festa patronale di santa Vittoria, patrona del comune di Carsoli.

Geografia antropica

Frazioni

Convento di San Francesco a Poggio Cinolfo

Nel territorio comunale si trovano le seguenti frazioni:

Colli di Monte Bove

Montesabinese

Pietrasecca

Poggio Cinolfo

Tufo (Tufo Alto; Tufo Basso; Villetta)

Villa Romana

L’agricoltura e l’allevamento sono da sempre importanti fonti dell’economia carseolana. Prodotti tipici di Carsoli sono i latticini, i salumi e la carni ovine e bovine.

Tra Carsoli ed Oricola, nei pressi dell’area autostradale della A24, venne istituito negli anni settanta il distretto industriale della piana del Cavaliere. Si tratta di una delle aree industrializzate dell’Abruzzo montano in cui operano diverse aziende del settore manifatturiero dell’editoria, grafica, ottica ed elettronica e tante altre operanti nei settori del legno, ceramica, della metallurgica, della chimica, dell’abbigliamento e degli alimentari.

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